1939-2014

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Sito ufficiale del Lancia Ardea Club

CLUB DI MODELLO RICONOSCIUTO E AUTORIZZATO DAL LANCIA CLUB

La storia  dell'Ardea

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Aggiornamento: 29 Dicembre 2013
 

Il 29 novembre del 1906 Vincenzo Lancia si recò dal notaio Ernesto Torretta con 50000 lire, accompagnato dall'amico Claudio Fogolin che aveva in tasca una cifra analoga. Malgrado Lancia fosse ancora alle dipendenze della FIAT come pilota, egli era lì per fondare la sua società, la Lancia & C. fabbrica automobili.

Vincenzo Lancia

Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin si erano conosciuti alla fiat, dove lavoravano come dipendenti, l'uno come collaudatore e pilota, l'altro come collaudatore. La prima sede della Lancia fu nei locali della vecchia Itala, presi in affitto. Già nel 1911 dopo i modelli Alfa, Beta e Gamma la sede si stabilì in via Monginevro con 26500 metri quadrati a disposizione. Molti modelli si sono succeduti prima della nascita dell'Ardea portando alla definizione di quelle caratteristiche tecniche d'avanguardia che contraddistinsero tutta la produzione Lancia del tempo e che in particolare  ritroveremo anche sull'Ardea:

La frizione monodisco a secco che venne introdotta con la Beta nel 1911.

I motori a V stretto con valvole in testa montato per la prima volta sulla con la Dikappa nel 1921.

La struttura portante e le sospensioni a ruote anteriori indipendenti, in anteprima mondiale su un automobile: la Lambda nel 1922.

La struttura a "guida interna" e le porte incernierate l'una di fonte all'altra senza montante centrale, due prerogative della Augusta nel 1933.

La carrozzeria leggera e aerodinamica con quattro ruote indipendenti e le sospensioni con ammortizzatori a liquido dell'Aprilia nel 1937.

Sono passati 100 anni

L'Ardea

L’Ardea venne presentata nell’autunno del 1939 in un contesto politico economico e sociale molto difficile: già nell’ottobre del 35 la Società delle Nazioni aveva deciso di applicare all’Italia delle sanzioni economiche dal momento che venne considerata colpevole di aver invaso la Nazione Africana. Ciò si tradusse nella riduzione della disponibilità di fonti energetiche con la conseguente vertiginosa salita del prezzo della benzina. La situazione a livello sociale era ancor più drammatica, una buona parte della popolazione era analfabeta, l’alimentazione, il principale indice di benessere era ai livelli minimi con circa 20 Kg pro capite all’anno di carne contro i 70 di oggi. In questo contesto, non si può certo immaginare il concetto di motorizzazione di massa e quello di vettura popolare ossia di utilitaria non poteva essere che poco più di un embrione. Con una guerra appena iniziata, benzina scarsa e molto cara, razionamento dei generi alimentari, chi mai poteva pensare alle automobili sopratutto se di lusso! Tuttavia, il grande vantaggio di essere la copia in scala ridotta dell’Aprilia le permise di venire alla luce in soli due anni. Fu l’ultima idea di Vincenzo Lancia morto il 15 febbraio del 1937. Egli infatti l’aveva infatti definita: “la vettura più popolare fra quelle che ho costruito”. Lo sviluppo del progetto venne quindi portato avanti dalla moglie Adele che nel frattempo aveva preso il comando dell’azienda e dai suoi tecnici che seguirono i programmi già impostati da Vincenzo Lancia.  il primo vagito di quella che poi sarà l'Ardea si può identificare in un brevetto, depositato circa due mesi dopo la scomparsa di Vincenzo Lancia, per una nuova distribuzione a valvole in testa inclinate, comandate da un solo albero di distribuzione azionato da una catena silenziosa munita di tenditore automatico. Si trattava di un ingegnoso meccanismo mediante il quale un solo albero a camme azionava, tramite otto aste molto corte (e bilancieri), le valvole, che erano inclinate rispetto all'asse dei cilindri: il sistema consentiva così di ottenere, senza dover ricorrere a due o più alberi a camme, le teste emisferiche, considerate all'epoca il top per l'elevato rendimento. Per quanto riguarda invece la linea della carrozzeria, la signora Adele Lancia ed i suoi collaboratori non avevano alcun dubbio: essa doveva ripetere, praticamente ridotta in scala 9/10, quella della sorella maggiore Aprilia, già accolta con favore da pubblico e critica ed avviata al successo.

Il prototipo rispetto alla versione definitiva presentava ben poche differenze.

 La presentazione dell'Ardea venne pubblicata per la prima volta sulla rivista

MOTOR ITALIA

del dicembre 1939.

 Grigliatura del parafango più corta.

 Coppe ruote cromate.
 Cerchi ruota con 14 fori al posto di 12.
 Supporto luci di arresto di dimensioni ridotte.
 Il paraurti non ha le teste dei bulloni a vista.
 Mancano i deflettori sui finestrini.
 Il predellino non ha il profilo centrale in alluminio.

Negli anni in cui l’Ardea fu presente sul mercato (vale a dire tra il dicembre del 1939 ed i primi mesi del 1953) nessun periodico del settore automobilistico pubblicò resoconti di vere e proprie “prove su strada” di questa piccola Lancia. Qualche impressione di guida venne riportata nel fascicolo del mese di dicembre 1939 della bella rivista “Motor Italia”, ma l’articolo appare più che altro un resoconto di viaggio condito da frasi che lodano, in maniera che sembra persino esagerata, tutte le caratteristiche della vettura, senza neppure un accenno ad un difetto, seppur minimo (fonte Wikipedia). La rivista “Auto Italiana”, nel fascicolo datato 1 dicembre 1949, presenta la quarta serie dell'Ardea, elogiandone i miglioramenti adottati rispetto alle già elevate qualità delle serie precedenti .

I collaudi preliminari vennero effettuati dal collaudatore Luigi Gismondi tra Torino ed Àrdea percorrendo strade che avevano sembianza di piste.

Poche erano a quel tempo in Italia le strade asfaltate.

All’inizio si usarono delle Aprilia pre-serie equipaggiate con motore e cambio della futura Ardea.

Il montaggio della prima Ardea, la numero 250.1001 iniziò il 30 novembre 1939.

Venne collaudata il 14 dicembre 1939 e messa in vendita il 25 gennaio 1940.

La vettura era azzurro chiaro con interno grigio.

Il prezzo era di 26500 lire contro 31500 dell’Aprilia e 23500 della 508 C.

Ma L’Ardea non fu molto fortunata, almeno all’inizio. Incominciando da un nome infelice:

In origine era Àrdea, dall’ omonima capitale dei Rutuli, a pochi Km da Roma e vicina ad Aprilia.

Questo nome, poco amato anche dagli stessi "lancisti", darà luogo a discussioni circa la sua corretta pronuncia: inizialmente è la  Casa Costruttrice a suggerire l'accentatura tonica sulla prima “A” (a dimostrarlo ci sono i primi depliant). Ma alla fine prevarranno coloro che non gradivano questa posizione dell'accento,Tanto è vero che ancora oggi quando ci si riferisce a questo modello, lo si pronuncia il più delle volte come Ardéa (ad essere accentata è dunque la “e”). La stessa Lancia toglierà l’accento tonico sulla prima A sul finire della terza serie.

 

oppure

??

Ma il nostro Club può vantare un socio che si chiama Ardèo e che ha l'Ardea: più chiaro di così  !!!

 

 

I manuali delle quattro serie: con la quarta scompare l'accento tonico


Qualche anno prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, il governo italiano aveva promosso la creazione di un centro industriale nella zona di Bolzano, con finalità in parte politiche, in parte strategiche.  Tra le industrie invitate a dar vita a questo decentramento vi era appunto la Lancia che inizialmente pensava ad un semplice reparto di fonderia. La costruzione dello stabilimento comincia nel settembre del 1935 e nel giugno del 37 la nascita ufficiale a pochi mesi dalla scomparsa di Vincenzo Lancia.

Due anni più tardi venne iniziata la costruzione del reparto di meccanica e ci fu un potenziamento di quelli di fonderia includendo la fusione dell’alluminio.

Nell’ottobre del 1942, a seguito dei bombardamenti  a Torino la produzione si era spostata a Bolzano anche se riguardava mezzi militari e loro componenti. Ma anche Bolzano non venne risparmiata dai bombardamenti ed enormi difficoltà si protrassero fino al 1945. finalmente con la fine della guerra si passò ad una rapida ricostruzione con precedenza agli impianti di Torino seguita da quelli di Bolzano che vennero anche potenziati ma che furono mantenuti per la produzione di veicoli industriali. Non vi è quindi evidenza di vetture tipo Ardea prodotte a Bolzano.

La produzione riprese quindi nel ’45 con la fine del conflitto e l’Ardea riprende con la II serie, realizzata nel 1942 nonostante la guerra  e che resterà in produzione fino al 1948.

Dal 15 al 26 settembre 1948 si tenne a Torino il primo salone dopo la parentesi della guerra e in questa occasione la Lancia presentò la III serie con modifiche alla carrozzeria ed importanti innovazioni meccaniche come il cambio a cinque marce: una soluzione inedita per questa categoria di vetture.

Nel 49 seguirà, senza evidenti modifiche,  la IV serie che resterà in produzione fino al 1952 quando sarà sostituita dall’Appia.

L' Appia prende forma: si delinea il terzo volume.

Il prototipo di Pininfarina su base Ardea, vede concentrate tutte le modifiche nella sola parte posteriore

Su “il Corriere del 1953” periodico mensile anno II n. 23 viene pubblicato un articolo dal titolo: “Appia e 1100: l’Italia che risorge. Sull’articolo si legge: “La novità Lancia si chiama Appia e ha l’ingrato compito di sostituire l’Ardea. Essa è un autentico miracolo di tecnica aerodinamica mirabilmente unito ad una purezza, ad una classicità, ad un’armonica dolcezza di linee che ne fanno uno dei più bei prodotti della casa torinese.

Coinvolta in un attentato

Questa spettacolare e unica prima serie blue metallizzato ha vissuto i terribili momenti della Guerra. Apparteneva al Prefetto di Brescia e rimase coinvolta in un attentato proprio mentre si trovava alla guida.

Riportò alcuni fori nella porta di destra oggi riparati.

La possiamo ritrovare nei nostri raduni

Felino (PR) 2007

 

Rassegna stampa

 

Da Ruoteclassiche n. 147, febbraio 2001

Non solo la berlina

Anche se sembra che già nel 1941 vennero fabbricati 9 furgoncini, a metà del 1945, alla berlina si aggiungerà la versione commerciale del tipo “furgoncino”, che rimarrà in produzione fino al 1953 e che sarà affiancato, dalla metà del 1948, dalla versione “camioncino”.