ù4ì+

1939-2014

 

L A N C I A   A R D E A

Web Site

Sito ufficiale del Lancia Ardea Club

CLUB DI MODELLO RICONOSCIUTO E AUTORIZZATO DAL LANCIA CLUB

Il restauro della mia quarta serie

Home page
Navigatore sito
La mia 4S

Aggiornamento: 28 Settembre 2010

Qui di seguito si potranno scorrere  gli interventi sulla mia Ardea

Febbraio, Marzo, Aprile 2007

il riscaldamento

Febbraio 2007

le grembialine

Luglio 2006

la borsa degli attrezzi

Aprile 2005

l'impianto elettrico

Maggio 2005

il termometro

Giugno 2005

la pompa dei freni

 

Giugno 2005

il portachiavi

Settembre 2005

il serbatoio

Dicembre 2004

la scritta Ardea sul radiatore

 

Novembre 2004

fari e specchi

Luglio 2004

Le foderine

Luglio 2010

il serbatoio

Febbraio, Marzo, Aprile 2007: il riscaldamento

Col ritrovamento della Brochure tecnica del termoauto Bosch, inizia il lavoro di ripristino dei diffusori di aria calda alla base del parabrezza, al momento mancanti.

1stadio, trovati i diffusori, ripuliti dalla ruggine non passante e trattati solo col convertitore per mantenerne l'originalità, senza riverniciare!

Trovato anche il tubo diametro 32 mm, ho montato il primo all'interno del cassetto porta oggetti, un sacrificio necessario per un accessorio così originale.

(click sulle foto per ingrandirle)

 

2stadio, il termoauto

Essendo irrimediabilmente macchiato, ho deciso di smontarlo e riverniciarlo con la vernice dell'epoca: verdino metallizzato nitro ad effetto martellato

(click sulle foto per ingrandirle)

Adesso tocca al diffusore destro, un lavoro non facile perché nel cruscotto ci sono strumenti e cavi

Finalmente montato, il diffusore destro può essere posizionato solo più in basso rispetto al sinistro. Cavi e strumenti ne impediscono la collocazione fisica. I tubi di collegamento, del diametro previsto dal manuale che tuttavia non precisa di quale materiale erano costituiti. (click sulle foto per ingrandirle)

Diffusore sinistro (nel cassetto portaoggetti)

Diffusore destro (sotto il quadro strumenti)

 

Febbraio 2007: le grembialine

Ritrovate da Claudio al mercatino di Ferrara Fiere, le grembialine consistono in due lamiere sagomate e alettate, destra e sinistra, che chiudono il fondo del vano motore per proteggerlo da acqua e fango. Sottoposte all'umidità erano facile preda alla corrosione e quindi venivano spesso eliminate. L'accessibilità alla meccanica ne risultava inoltre facilitata.

La destra è intonsa, ricoperta da uno strato di ruggine superficiale ma che non l'ha intaccata, la sinistra è stata protetta con una mano di catramina. Non mancano tracce di fango.

Ripulita la sinistra con diluente nitro e la destra con carta abrasiva e spazzola rotante, sono ora  pronte per il trattamento con il convertitore di ruggine, un agente "complessante" del ferro che ne trasforma l'ossido  (la ruggine) in una sostanza (il "complesso") inossidabile e protettiva.

Ben visibili le tracce della vernice originale di colore nero semiopaco

Esistono diversi tipi di convertitori ma preferisco gli spray che hanno maggiore potere penetrante e lasciano superfici che sembrano non trattate ideali anche per proteggere un pezzo che non si vuole riverniciare per lasciarlo intonso.

Non sarà questo il caso, le grembialine sono troppo esposte per poterle lasciare senza vernice.

Il prodotto in questione è Svizzero venduto da "Migros" linea Miocar, nell'area fai da te.

24 ore perchè agisca.

Lo strato grigiastro diventerà trasparente e la ruggine nera.

Prima della verniciatura finale, una mano di fondo antiruggine per proteggerle al meglio poi

una mano di nero plastico (la vernice più simile al fondo della vettura) completa il lavoro.

(click sulle foto per ingrandirle)

 

Luglio 2006: la borsa degli attrezzi

Solo la professionalità e la competenza di mio cugino Lauro, calzolaio di lunga data, hanno permesso di realizzare una perfetta ricostruzione della borsa degli attrezzi. Eccola a confronto con  una originale ritrovata.

Lauro all'opera nella sua bottega nel centro storico di Como, le mura sono datate 1600.

 Il tempo e l'attrito della ruota di scorta segnano le maggiori differenze.

Cartone rivestito di tessuto in cotone molto grossolano, un materiale introvabile anche per la trama che non viene più riprodotta. Quasi identico invece il materiale per i bordi.

Per il rifacimento abbiamo quindi optato per un cuoio nero dall'aspetto goffrato. La somiglianza è comunque notevole.

La forma a trapezio del profilo permette l'inserimento nel vano bagagliaio tra ruota di scorta e sportello. Un particolare già presente nella prima serie, addirittura nel prototipo.

La maggiore dimensione della nuova è solo apparente, con una precisa dima in cartone sono state riprodotte le dimensioni esatte. La vecchia sembra più piccola solo perché schiacciata.

L'interno ha meno risentito degli attacchi del tempo.

Realizzata la nuova, la vecchia è ritornata nella sua Ardea in attesa del restauro.

La borsa nella sua sede

 

Adesso bisogna ritrovare gli attrezzi. La lista completa con tanto di immagine è nel Catalogo parti di ricambio

(click sulle foto per ingrandirle)

Padova 2006: ritrovati alcuni attrezzi originali

 

15 051-153   -   Bacola   -  Menarola per dadi fissaggio ruote

6 091-015   -  Baceno   -  Chiave fissa 17 x 19

9 091-011   -  Bacicci   -  Chiave fissa 10 x 14

(click sulle foto per ingrandirle)

 

Settembre 2005 >> Luglio 2010: il serbatoio

Un problema di alimentazione irregolare mi fa scoprire dei residui di ruggine nel carburatore, venivano dalla parte alta del serbatoio conseguenza di una lunga inattività della vettura con il serbatoio vuoto. Bisognava quindi bonificarlo e trattarlo poi con una resina protettiva per impedirgli di arrugginire nuovamente.

 

Le operazioni effettuate:

1stadio: smontaggio, lavaggio interno ed esterno ad alta pressione.

 

Uno strato di catramina lo ricopriva, il lavaggio esterno ha rimesso a nudo la vernice originale ed anche la zona di color turchese che riportava in origine alcune indicazioni su carburante e lubrificanti.

In queste condizioni un restauro conservativo non era praticabile.

Il recupero della vernice originale non è stato possibile.

 

2 stadio:

la resina è stata introdotta dal bocchettone dopo aver chiuso tutte le altre aperture. Ruotando il serbatoio tutte le posizioni sono state rivestite dalla resina

3 stadio:

verniciatura

rimontaggio

collegamento del rubinetto

rimontaggio del galleggiante (delicatissimo)

 

(click sulla foto per ingrandirla)

Una difficoltà particolare l'ha data la reticella interna, non essendo asportabile, si sarebbe  impregnata di resina occludendosi, così l'ho impregnata di grasso asportandolo poi con della benzina per liberare le maglie.

 

l'adesivo con le scritte argento su fondo blue

Ritrovato il modello con le scritte originali,  è stato riprodotto ed è disponibile per i soci del Lancia Ardea Club

 

 

Giugno 2005: il portachiavi

Trovato il logo  un mercatino ho fatto costruire un portachiavi in argento che lo incorpora.

 

 

Giugno 2005: la pompa dei freni

Più che di un restauro si è trattato di una guasto: una perdita di liquido dopo il raduno in Valmalenco: i gommini non hanno retto lo sforzo della discesa da Chiareggio (1800 m S.M.) ed hanno ceduto. Nessun problema nei 130 Km del ritorno, ha sempre frenato correttamente.

L'occasione per ripulire il circuito frenante e sostituire anche un tubetto.

 

 

 

Maggio 2005: il termometro

Nonostante la strumentazione sia estremamente completa per un vettura presentata nel 1938 manca inspiegabilmente il termometro dell'acqua.  Praticamente indispensabile col traffico di oggi, ero convinto di montarne uno "moderno" come quello nella foto a sinistra ma sapevo dell'esistenza del termometro "Metron" nello stile della strumentazione già presente. Ne avevo infatti visto l'immagine su "Ardea e Appia" edito da Giorgio Nada (foto a destra).

 

Un autentico colpo di fortuna mi permette di trovarne uno, praticamente nuovo, mai montato ma comunque vecchio di 50 anni. Purtroppo non funzionante in quanto aveva perso il "gas" di riempimento (una miscela di petrolio ed eteri) ma le grande abilità di Franco Rodighiero lo ha rimesso perfettamente in funzione individuando e sigillando la piccola fessura interna e ricaricandolo nuovamente questa volta con etere isopropilico. A differenza di quanto all'inizio pensavo non era  mercurio.

Posteriormente allo strumento un supporto con due lampade ne permette l'illuminazione notturna. la luce penetra all'interno attraverso due feritoie semitrasparenti e vi diffonde. I numeri si illuminano in verde.

Lo stesso dispositivo, uno per ogni strumento, illumina anche il resto della strumentazione. 

 

 

Risultato finale di notevole effetto considerando anche la piccola "plancetta" nella quale è stato inserito assieme ad altri comandi e spie supplementari.

 

 

Aprile 2005: l'impianto elettrico

Nonostante fosse perfettamente funzionante, l'impianto elettrico non rispettava minimamente lo schema di origine ed era stato rifatto con materiali non idonei come i fili in PVC al posto di quelli sterlingati. Numerosi comandi erano stai alterati:

le frecce a bacchetta si azionavano in contemporanea ossia destra e sinistra insieme.

sul piantone un devio comandava fari e indicatori di direzione.

spie supplementari comparivano in una plancia aggiuntiva sotto il volante, c'era perfino l'accendisigari.

morsettiere varie erano sparse ovunque.

Da qui la decisione di procedere d un rifacimento completo dell'impianto elettrico naturalmente facendo riferimento ad uno specialista del restauro: Giulio Peroni.

L'operazione venne condotta direttamente nel mio garage, lo schema di riferimento è stato quello originale riportato nel manuale d'uso e manutenzione come si usava fino a non molti anni fa prema che l'elettronica dominasse.

Sollevata la vettura, si è cercato di smontare il meno possibile.

La parte più interessata è stata l'abitacolo e soprattutto il cruscotto, interamente smontato.

Lo smontaggio del cruscotto ha permesso di stabilire inequivocabilmente che la vettura non è mai stata restaurata radicalmente.

 

 

 

Dicembre 2004: la scritta Ardea sul radiatore

Tutto partì da questa foto dell'Ardea Panoramica su RC agosto 2004 e dalla conferma che la scritta sul radiatore fosse un accessorio dell'epoca.

Alcune ricerche nei mercatini: era introvabile.

Non restava altro che ricostruirla partendo da una piastra di alluminio.

 

click sulla foto per ingrandire

Approfittando delle vacanze natalizie con un set di  lime, carta abrasiva ed attrezzi vari mi sono messo all'opera.

Sono stati necessari alcuni giorni di lavoro, ma il risultato è stato di sicuro appagante.

Trovate anche le viti a taglio con testa emisferica per il fissaggio.

 

 

 

Novembre 2004: fari e specchi

Lo specchio retrovisore interno

Luglio 2004: tolte le foderine

 

Negli anni 60 era una pratica usuale mettere le foderine quando i sedili erano sporchi.

Ci penso per due giorni poi decido: ne smonto una.

Ed è stata una grande emozione!

Sotto quella plastica uno strato di feltro poi il panno Lancia originale grigio conservato. Era solo sporco, esattamente come supponevo. Le ho smontate tutte: interno perfetto. A conferma dell’originalità, due etichette cucite con la scritta “Lancia Ardea n. 301 - 29 Novembre 1949.  Schiuma secca e tanta pazienza ed  è ritornato come nuovo.

Solo le tarme, laddove la plastica delle foderine non arrivava, hanno banchettato!

Torna su Navigatore sito Home page