![]()
![]()
![]()
FIAT 1100 B-E
|
|
|
|
La concorrente più diretta dell'Ardea fu senza
dubbio la FIAT 1100 B/E presentata nel 1939 come evoluzione della FIAT
508 C del 1937. Essa venne denominata musone per la grande
calandra spartivento. La
1100, pur di cilindrata maggiore, offriva prestazioni sostanzialmente
simili all'Ardea ma costava decisamente meno. Nel 1940 l'Ardea costava
26.500
Lire, la 1100: 23500. Nel 1948, l'Ardea 1.260.000 Lire, la 1100:
1.048.000.
A favore della Lancia vanno ascritti un minor consumo, ingombri ridotti,
una maggiore raffinatezza e, come sempre, un miglior grado di finitura.
Queste qualità avevano evidentemente un prezzo elevato che soltanto i “lancisti”
affezionati furono disposti a pagare. |
|
![]()
![]()
![]()
Simca 8
|
Introdotta nel 1938, la Simca 8 era la replica della Fiat 508C "Nuova Balilla" prodotta dalla Simca su licenza concessa dalla Fiat. Occupava quindi una fascia medio-bassa, un settore in cui la concorrenza non era ai livelli attuali, ma stava comunque cominciando a crescere. Il corpo vettura e lameccanica ricalcavano la "sorella" italiana. Abbiamo quindi esternamente un frontale con calandra ad uovo e tondi fari sporgenti bene in evidenza. La carrozzeria era più morbida ed aerodinamica rispetto a quella della Simca-Fiat 6CV che andava a sostituire. Il motore era un 4 cilindri da 1089 cc di cilindrata, in grado di erogare una potenza massima di 32 CV a 4200 giri/min. La distribuzione era a valvole in testa. Le sospensioni erano a ruote indipendenti all'avantreno e ad assale rigido al retrotreno. L'impianto frenante si avvaleva di freni a tamburo sui due assi con circuito idraulico. La trazione era posteriore ed il cambio era a 4 marce. La velocità massima era di 110 km/h. La Simca 8 riscosse un buon successo in Francia, mentre in Italia si puntò ovviamente sulla versione con marchio Fiat, un po' per i dazi doganali per un' auto estera campanilismo, ma soprattutto perché all'epoca |
|
|
(ricordiamo che l'auto, pur essendo di origine italiana era marchiata Simca ed era assemblata in Francia) rendevano sconveniente comprare oltreconfine. Alla fine della Seconda guerra mondiale, in Italia era già in listino la Fiat 1100 B al posto della 508C, mentre in Francia, la Simca 8 continuò imperterrita senza farsi sostituire dal nuovo modello italiano. Anzi, usufruì di un lieve restyling di dettaglio, che interessò in particolare paraurti e calandra. In questa occasione, ricevette un nuovo motore, sempre di origine Fiat e della cilindrata di 1221 cc, in grado di erogare 41 CV. Nel 1948 fu introdotta anche la Simca 8 Sport, più potente, con i suoi 50 CV ed in grado di raggiungere i 135 km/h di velocità massima. La Simca 8 Sport fu tolta di produzione nel 1950. La berlina le sopravvisse di un anno, per poi essere pensionata nel 1951. Fu sostituita da due vetture: inizialmente, in alto, la sostituì la Aronde, mentre più in la, nella fascia bassa, arrivò la Simca 1000. |
|
![]()
![]()
![]()
Renault Juvaquatre
|
|
La vettura fu
presentata al Salone di
Parigi
nel 1937 e fu messa in produzione
all'inizio dell'anno seguente. La Juvaquatre fu la prima Renault a
scocca portante e fu l'unica Renault prodotta sia prima che dopo la
seconda guerra mondiale. |
|
|
La Juvaquatre fino al 1953 era disponibile subito con un motore conosciuto come Type 488, a 4 cilindri da 1003 cc, con una potenza massima di 24 CV a 4000 giri/min. Tale motore aveva la distribuzione a valvole laterali, mentre l'alimentazione era affidata ad un carburatore Solex. Il cambio era a 3 marce, con prima non sincronizzata, e con trazione sulle ruote posteriori. La velocità massima era di 100 km/h. Successivamente al 1953 venne esaltato lo spirito utilitario della vettura con un propulsore meno potente ma più economico nei consumi. Venne poi sostituita dalla R4 utilitaria per eccellenza. |
||
![]()
![]()
![]()
Peugeot 202
|
|
|
|
La 202 nacque nel 1938 per sostituire la già anziana 201, oramai non più al passo con gli stilemi dell'epoca, che a quel punto prevedevano una devozione maniacale verso tutto quanto contribuisse all'aerodinamica della vettura. Le Peugeot prodotte nella seconda metà degli anni trenta rappresentavano il trionfo delle forme sinuose e sfuggenti e la 202 non faceva eccezione: appariva come una versione in scala ridotta delle Peugeot 402 e 302 già in listino rispettivamente dal 1936 e dal 1937. Tra gli elementi maggiormente caratterizzanti vi furono la calandra che incorporava i due fari sistemati in posizione molto centrale dietro la griglia. Ciò permetteva una riduzione consistente degli attriti aerodinamici e una conseguente riduzione dei consumi. Anche il resto della vettura era disegnato in funzione dell'aerodinamica: forme morbide e sfuggenti si notavano anche nella parte posteriore, dove erano evidenti le carenature sui passaruota posteriori, una caratteristica presente anche sulle altre due vetture che componevano la gamma. La 202 si poneva alla base della gamma Peugeot, ed era equipaggiata dall'unità motoristica TG, un 4 cilindri in linea da 1133 cc in grado di sviluppare 30 CV di potenza massima. Il prezzo contenuto e la linea accattivante ne decretarono il successo. La meccanica riprese sostanzialmente quella della 201, con sospensioni anteriori a ruote indipendenti. La 202 fu prodotta in due periodi separati: il primo periodo è compreso tra il 1938 ed il 1941. Dopodiché, essendo entrati in pieno conflitto mondiale la produzione fu interrotta per poi essere ripresa dal 1946 fino al 1948, anno di fine produzione della 202. Durante questi due periodi, e precisamente nel 1939, la 202 fu proposta anche in una splendida versione cabriolet. Furono creati anche pochi esemplari in versione Eclipse, con tetto ripiegabile in metallo, che divenne il modello di punta della gamma. Non mancarono le versioni commerciali: per tale utilizzo, la 202 fu proposta sia in versione pick-up, sia in versione commerciale, cioè una station wagon con vano posteriore adibito al trasporto merci. |
|
![]()
![]()
![]()
Ford Taunus
|
|
|
||||
|
Erede diretta della Eifel, la Taunus (sigla interna G93A) si ispirava nelle sue linee alla Lincoln Zephyr. Mossa da un 4 cilindri di 1172 cc e 34 CV, era una berlina 2 porte che presentava l'innovazione del telaio monoscocca. Prima della cessazione della produzione, nel 1942, verrà prodotta in 7092 unità. Passato il conflitto, la Ford ripresentò nel 1948 la Taunus, ora siglata G73A. Dal 1949 fu disponibile anche come autotelaio, per allestimenti speciali da parte dei carrozzieri (i quali la allestiranno in versione berlina a 4 porte, familiare a 3 porte e cabriolet 2/4 porte). Nel 1950 venne lanciata la Taunus Spezial, con cambio 4 marce al volante, griglia del radiatore cromata, paraurti maggiorati e lunotto ingrandito. Il 1951 vide l'ingresso nella gamma della Taunus deLuxe, meglio accessoriata e con parabrezza in pezzo unico. La produzione cesserà nell'autunno 1952, quando la produzione della "Taunus 12M" sua erede era già iniziata.
Ford (GB) Prefect
|
|||||
![]()
![]()
![]()
Vauxall 10
![]() |
1937-1946 1203 cc Introduced in 1937 at a time when engine size was restricted by taxation and the 10 h.p. class was a highly competitive market, the "10" was designed to provide a low rated car with a large car "feel". Independent front suspension and low weight against size were two of the goals. This was the first British car with "integral" construction - no chassis. The front suspension was by enclosed torsion bars and there were very effective hydraulic brakes.The "10" was an outstanding success and really was a modern car compared to its competition. |
![]() |
| The two we had were equipped with full leather upholstery and sunshine roofs. They were very good performers capable of 75 mph and 40 mpg. |